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Ultima modifica: 2 agosto 2019

LA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SUL “PASTO DA CASA”

La sentenza n. 20504/2019 pronunciata dalle sezioni unite della Corte di Cassazione il 2 luglio scorso ma depositata in Cancelleria e resa nota al pubblico il 30 luglio 2019, ha ribaltato la decisione del Consiglio di Stato concernente la possibilità di portare il panino da casa in mensa.

Portare il “panino da casa”, scrivono i giudici, comporta una “possibile violazione dei principi di uguaglianza e di non discriminazione in base alle condizioni economiche, oltre che al diritto alla salute, tenuto conto dei rischi igienico-sanitari di una refezione individuale e non controllata”.

“La nozione di istruzione, soprattutto nelle classi elementari e medie, non coincide con la sola attività di insegnamento, ma comprende anche il momento della formazione che si realizza mediante lo svolgimento di attività didattiche ed educative, tra le quali l’erogazione del pasto è un momento importante”.

“Il servizio mensa – sottolineano i giudici – è comunque a domanda individuale, facoltativo per gli utenti e necessario a garantire lo svolgimento delle attività educative e didattiche, essendo strumentale all’attuazione dei diritto all’istruzione obbligatoria e gratuita per almeno otto anni”.

Alla luce di quest’ultimo pronunciamento dei giudici, sono pertanto revocati i permessi per fruire del pasto portato da casa nei locali refettorio.

Si veda la circolare n. 128 del 2 agosto 2019

Allegati alla circolare:

modulo di rinuncia al servizio di refezione

modulo di richiesta autorizzazione a consumare il pasto a casa

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