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Ultima modifica: 14 marzo 2020

TEMPO SOSPESO – UN MESSAGGIO DAL DS

(perché dal vivo – o in video – lo sapete, piango…)

Tre settimane….Tre settimane senza i ragazzi, senza il loro vociare, senza lezioni, senza campanelle, senza i consueti “Ciao Preside!” (i piccoli) “Buongiorno Preside!” (i più grandi),”Preside…Visto che è qui…” Durante la settimana sono comunque in ufficio, ma vivo in uno spazio-tempo ovattato, sospeso appunto, surreale e silenzioso. Troppo.

Una cosa però è positiva. In questo spazio-tempo il senso vero delle cose emerge con maggiore forza, si impone al mero fare. Eppure da fare c’è comunque tanto, siamo stati tutti presi in contropiede, organizzare le attività a distanza non si può improvvisare dall’oggi al domani e richiede tanti sforzi, tanta energia.

Tutti, ragazzi, famiglie, docenti e personale non docente, si stanno impegnando, stanno dando il massimo, tutti cercano di collaborare al meglio, tutti meritano un ringraziamento e un incoraggiamento. Andiamo avanti, insieme possiamo #andrà tutto bene.

Agli alunni chiedo di seguire le indicazioni che gli insegnanti vi comunicano con impegno e serietà, come se foste a scuola. La scuola vi manca, non negatelo, vi manca la routine delle vostre consuete giornate, vi mancano gli amici e  i compagni, vi mancano perfino gli insegnanti…Tornerà quel tempo, non dubitate, e nel frattempo state a casa, dimenticate un po’ social e videogiochi – già state tanto al computer per studiare – leggete, telefonate agli amici, parlate di più con i vostri cari, genitori, fratelli; annoiatevi anche … Ci è stata trasmessa l’idea che sia necessario fare sempre
costantemente qualcosa. Stare da soli con noi stessi non ci piace, tuttavia alcuni ricercatori affermano che la noia è fondamentale per sviluppare l’apprendimento e la creatività. Chissà mai…

Alle famiglie chiedo di affiancare i ragazzi nelle loro attività, di avere pazienza per le loro intemperanze, di spronarli e sostenerli, di aiutarli eventualmente nell’uso di strumenti e tecnologie inconsueti per l’ambito didattico (anche se spesso loro sono più bravi di noi!), ma di non sostituirsi a loro, di non trasmettere ansia per l’andamento di un anno scolastico che sarà comunque anomalo. Chiedo di avere comprensione se i compiti e le attività di didattica a distanza vi sembrano troppi o troppo pochi, troppo semplici o complicati (stiamo aggiustando il tiro!), se non sono come quelli della scuola X o del liceo Y (siamo pur sempre un comprensivo, i nostri strumenti sono meno sofisticati, i nostri alunni hanno esigenze diverse). L’anno sarà valido anche se non si raggiungeranno i fatidici 200 giorni, le valutazioni – che ci saranno – terranno necessariamente conto della situazione eccezionale che stiamo vivendo, ma è importante cogliere le tante occasioni e opportunità che questo tempo sospeso ci offre, ritrovando anzitutto la dimensione famigliare e quella educativa. INSIEME. 

Ai docenti  La scuola non è solo un luogo fisico e anche se la dimensione della relazione  è fondamentale e oggi dobbiamo rinunciarvi, continuate a far sentire la vostra presenza e la vostra attenzione per gli alunni. Nella dimensione virtuale  è faticoso, si lavora anche più del solito, dobbiamo prendere dimestichezza con strumenti che sono spesso lontani dalla nostra formazione professionale e metodologica, ma si può fare, si deve fare, abbiamo l’obbligo morale e professionale di far sentire agli studenti che la scuola non si ferma e che insieme ce la facciamo. Continuate a lavorare con fiducia, per quello che sapete e potete.

Al personale non docente – A voi, che nelle scorse settimane avete tirato i plessi a lucido, a voi che continuate a venire a scuola, sia pure con una presenza ridotta e a turno; a voi della Segreteria, che assicurate la vostra presenza in ufficio e fornite il necessario supporto alle famiglie (ah, quante password del registro e del quaderno elettronico ripristinate!), a tutti voi che siete fisicamente con me a scuola e fate ogni giorno il vostro dovere, un altrettanto doveroso grazie.

Stiamo insieme, la Tommaso Grossi c’è

          Sandra Moroni